Sindaco di Vignola? Un ballottaggio senza certezze

Il centrodestra di Vignola è uno di quelli dove la Lega Nord ha peso e se la squadra precedente con Simone Pelloni la vedeva ancora relegata alla posizione di vicesindaco adesso quel vicesindaco guida il ballottaggio davanti al candidato del PD Paola Covili. Niente di strano se il sindaco uscente Mauro Smeraldi non si fosse presentato con una lista indipendente propria e non avesse racimolato un bel gruzzolo di voti (21 %) mettendosi in terza posizione diventando l’ago della bilancia.

Bellissimo Percorso Sole del Panaro ridotto così da anni

Fra centro-destra e centro-sinistra non ho mai avuto dubbi ma per vederci chiaro ho sfruttato l’occasione di un incontro privato con Pelloni per mettere a fuoco non solo qualche dettaglio della gestione amministrativa della città tipo i parchi vicino a casa mia, la sicurezza,  la circolazione stradale e la disciplina e la promozione  dell’ IGP delle ciliegie (indicazione geografica protetta), il Percorso Sole ma anche per capire le sue idee politiche a livello nazionale.

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Sindaco di Vignola? Un ballottaggio senza certezze

A GENOVA: dalla risposta del Papa a un imprenditore

Ringrazio la CDO (Compagnia delle Opere) per avermi i messo a disposizione il testo del discorso di Papa Francesco al mondo del lavoro fatto il giorno 27 maggio 2017 in occasione della sua visita a Genova. Riporto qui solo alcune delle frasi che mi hanno colpito:

Francesco inizia così:

Faccio una premessa. La premessa è: il mondo del lavoro è una priorità umana. E pertanto, è una priorità cristiana, una priorità nostra, e anche una priorità del Papa. Perché viene da quel primo comando che Dio ha dato ad Adamo: “Va’, fa’ crescere la terra, lavora la terra, dominala”…

…L’imprenditore è una figura fondamentale di ogni buona economia: non c’è buona economia senza buon imprenditore. Non c’è buona economia senza buoni imprenditori, senza la vostra capacità di creare, creare lavoro, creare prodotti…

…Il vero imprenditore – io cercherò di fare il profilo del buon imprenditore – il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori, perché lavora accanto a loro, lavora
con loro. Non dimentichiamo che l’imprenditore dev’essere prima di tutto un lavoratore. Se lui non ha questa esperienza della dignità del lavoro, non sarà un buon imprenditore…

…I valori del lavoro stanno cambiando molto velocemente, e molti di questi nuovi valori della grande impresa e della grande finanza non sono valori in linea con la dimensione umana, e pertanto con l’umanesimo cristiano. L’accento sulla competizione all’interno dell’impresa, oltre ad essere un errore antropologico e cristiano, è anche un errore economico, perché dimentica che l’impresa è prima di tutto cooperazione, mutua assistenza, reciprocità…

 

 

A GENOVA: dalla risposta del Papa a un imprenditore

Ortofrutta e Alitalia: altri interventi

_DAN5497A Macfrut ho ricevuto molte adesioni e commenti positivi alla mia analisi “Ortofrutta e Alitalia” e al dibattito che ha generato sul Corriere Ortofrutticolo. Qui pubblico i commenti scritti ricevuti, ancora pochi ma sarei lieto di ricevere altri contributi per arricchire la discussione.

E’ intervenuto Edoardo Ramondo, amministratore delegato di Agro T18, che mi ha inviato questo commento: Continua a leggere “Ortofrutta e Alitalia: altri interventi”

Ortofrutta e Alitalia: altri interventi

Ortofrutta e Alitalia: gli assi nella manica

Prosegue lo scambio con Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo, che aveva visto Frassoldati rispondere a una nostra analisi comparativa tra Alitalia e il settore ortofrutticolo.

Qui le mie ulteriori considerazioni in risposta a Frassoldati che aprono anche scenari potenzialmente positivi. Continua a leggere “Ortofrutta e Alitalia: gli assi nella manica”

Ortofrutta e Alitalia: gli assi nella manica

Ortofrutta e Alitalia: la risposta di Lorenzo Frassoldati

Lorenzo Frassoldati, direttore del Corriere Ortofrutticolo, ha risposto alla nostra lettera “Ortofrutta meglio di Alitalia“:

Caro Rolando, la tua analisi-sfogo parte da una analisi distruttiva dell’Ocm ortofrutta: un fiume di soldi con l’obiettivo di aggregare la produzione e rendere più efficienti le imprese e il sistema.

Ci siamo riusciti? In altri Paesi sì, in Spagna alla grande, in alcune regioni italiane sì, in molte regioni (in particolare al Sud) no. Poi distinguiamo: anche laddove ci si è aggregati, le imprese sono più efficienti, più competitive? Il dibattito è aperto, e il Corriere apre le sue pagine a quanti vorranno intervenire. Che dire? Ci sono coop che funzionano e altre no. Op che funzionano e altre no. La differenza, come sempre, la fanno gli uomini che le gestiscono.

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Ortofrutta e Alitalia: la risposta di Lorenzo Frassoldati

Chi è alla frutta?

ORTOFRUTTA MEGLIO DI ALITALIA ?

Allo stato italiano mantenere in vita la compagnia aerea ALITALIA dopo gli anni  dell’iniziale boom, è costato 7,4 Mrd. di euro. Creare e mantenere l’ossatura del mondo cooperativo ortofrutticolo in tutti questi anni non sarà costato molto meno. La perdita di concorrenza è enorme e i risultati sono fallimentari come quelli dell’ALITALIA se consideriamo questi fatti:

Prima del piano comunitario di agevolazione del  movimento cooperativo (oggi aggregazione) l’Italia era leader incontrastata dell’export in tutt’Europa, oggi è arrivata a 4,7 Mrd.  (vedi) e si vanta di aver raggiunto quasi le cifre del vino italiano che però supera di poco i 5 Mrd.  La Spagna prima dell’entrata nel MEC (Mercato Europeo Comune) nel 1978  come esportatore ortofrutticolo valeva quasi zero (ricordo solo agrumi d’inverno e meloni d’estate). Oggi  la Spagna ha raggiunto come export di ortofrutta il traguardo dei 12 Mrd. con un aumento annuo, anche nel 2016, del 5 %. Questi sono dati FEPEX, la federazione spagnola. Un valore più alto del 250 % di quello italiano! Perché all’assemblea annuale di FRUITIMPRESE di Roma non si è parlato in questi termini?

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Chi è alla frutta?

UE – A Roma una ripartenza

25 Marzo 2017

Oggi a Roma è stata una bella festa, per l’Unione Europea ed anche per me. Niente litigi fra protagonisti, niente cortei violenti.  L’atto della firma dei nuovi obiettivi è stato una manifestazione collegiale e responsabile. Ottima la regia. L’Unione si era adagiata su vecchi schemi non affrontando adeguatamente in tempo utile i nuovi problemi resi evidenti dalla crisi economica ma che già molto prima erano riconoscibili e sono stati anche individuati da menti lucide rimaste voci nel deserto: lo scollamento fra vecchie e nuove generazioni e la conseguente disoccupazione giovanile , la poca attenzione ai problemi della famiglia e la conseguente diminuzione della natalità e dei consumi,  la poca attenzione  alle migrazioni sia interne che esterne. Quel che nel macro era giusto (caduta di tante barriere) è stato precipitoso e  per certi ceti deleterio.

Il miracolo della piccola grande Europa vista dalla SPAR

Parto da me con l’analisi dell’insieme delle vicende originarie. Avevo 19 anni quando fu firmato il trattato di Roma nel 1957 ed ho visto realizzato in pieno tutte le aspettative che allora spingevano gli europei verso questa avventura comune l’esito della quale non era per niente scontato e che io stesso guardavo con diffidenza. Mi sembrava più un sogno che una possibilità reale. Continua a leggere “UE – A Roma una ripartenza”

UE – A Roma una ripartenza